30/01/2020
Recensione dei successi de laVerdi a Lucerna

Congratulazioni alla nostra orchestra per il successo riscosso a Lucerna! 

Ecco una bella recensione del concerto del 3 gennaio al prestigioso Auditorium della Kultur und Kongresszentrum Luzern – KKL: https://www.luzernerzeitung.ch/kultur/die-neue-welt-mit-italianita-und-eleganz-ld.1182554

 

Qui sotto la traduzione di un estratto dell'articolo:

Concerto al KKL: La sinfonia ‘Dal Nuovo Mondo’ con Italianità ed Eleganza
Claire Huangci è pianista in grande crescita. E l’orchestra Verdi dimostra nuovamente la sua classe. 

 

Lo ammetto, io sono un fan di questa orchestra. Per me può facilmente appartenere alle vette delle mondo sonoro europeo e non deve temere il paragone con le orchestre più importanti che già appartengono a questo mondo. 

Forse l’Orchestra sinfonica Giuseppe Verdi di Milano con i suoi 27 anni di vita è ancora troppo giovane? Forse è argomento delicato, oltre alla Filarmonica della Scala, il cui capo è Riccardo Chailly, invitare anche un’altra orchestra milanese, che tra l’altro è stata fondata dallo stesso Riccardo Chailly? Paragonati, ad esempio, alle esibizioni piuttosto deboli degli ensemble francesi, i musicisti della Verdi sarebbero sicuramente un arricchimento.

Bisogna dunque dare grande merito ai ‘City Light Concerts’ di Lucerna di Pirmin Zängerle per aver ospitato per la terza volta, venerdì scorso, l’orchestra milanese. E per la terza volta ci ha entusiasmato al KKL col suo programma di Capodanno. Brani famosi suonati in modo eccellente. La sinfonia ‘Dal Nuovo Mondo’ di Antonín Dvorák e l’ouverture dall’opera ‘Guglielmo Tell’ di Gioacchino Rossini sono ovviamente delle Greatest Hits. Sono le tipiche melodie molto orecchiabili, adattissime per celebrare un nuovo anno festoso. E suonate con tale sonorità e leggerezza diventano un piacere speciale. 

Il direttore il tedesco Claus Peter Flor, da vari anni a capo dell’orchestra, sa ben giocare la carta dell’Italianità, questa speciale mistura di charme e vivacità. Il colore dell’apertura di violoncelli e viole lancia uno sguardo pieno di speranza alla scoperta dell’America. Meraviglioso il dipanarsi del colore orchestrale che segue. Il Corno inglese canta levigato e sferico il tema del secondo movimento. I legni e gli archi danno forma alla sinfonia con un’ampia tavolozza di colori. Agile e leggero è il suono dei bassi. I pianissimi scintillano letteralmente nell’aria, un librarsi che tocca nel profondo. I due accordi finali di questo largo sono di un’intimità difficilmente superabile. L’allegro finale rimane, nonostante tutto lo sfarzo, elegante e sensuale.

È un’interpretazione calda ed insieme lieve e di gran gusto. Una danzante vitalità naturalmente accoppiata a una precisione tipica delle orchestre italiane di altissimo livello.

Nell’ultimo anno erano già state ospiti le altre due formazioni top italiane, la Filarmonica della Scala (Festival di Lucerna) e l’orchestra di Santa Cecilia di Roma (Migros Kulturprozent), entrambe totalmente convincenti. 

La filarmonica di Vienna, nella sua esecuzione comunque eccellente della sinfonia ‘Dal Nuovo Mondo’ al festival di Lucerna lo scorso settembre, era stata molto precisa nei dettagli e fin eccessiva nella forma, troppo autoreferenziale al proprio suono. Il brano di apertura, l’ouverture del ‘Guglielmo Tell’, è stato suonato con un respiro ed una passione che hanno conferito al lavoro un’energia e una briosità inebrianti.