Comunicato
Baarìa, il film della mia vita di Giuseppe Tornatore con Pietro Calabrese - 01/12/2009
Presentazione del libro




martedì 1 dicembre ore 17.30
Auditorium di Milano Fondazione Cariplo
Largo Gustav Mahler
 
Pietro Calabrese, Gianni Cervetti, Emanuele Macaluso,
Gianni Riotta, Giuseppe Tornatore
discutono sul libro
Baarìa, il film della mia vita
di Giuseppe Tornatore con Pietro Calabrese – Rizzoli
- ingresso libero -
 

Martedì 1 dicembre l’Università IULM di Milano conferirà al regista Giuseppe Tornatore una Laurea magistrale Honoris Causa in Televisione, Cinema e New Media, a seguito della designazione del suo film Baarìa - prodotto da Medusa Film, musiche di Ennio Morricone - come film rappresentante l’Italia alla candidatura Oscar 2010.
Per questa occasione, laVerdi ha organizzato la presentazione del libro di Giuseppe Tornatore, scritto con Pietro Calabrese, Baarìa il film della mia vita, edito da Rizzoli, martedì 1 dicembre alle ore 17.30 presso l’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo.
Oltre agli autori del libro, saranno presenti il senatore Emanuele Macaluso, Gianni Riotta, direttore de “Il Sole 24 Ore” e Gianni Cervetti, Presidente della Fondazione laVerdi.
L’incontro è dedicato in particolare al racconto del rapporto sentimentale e civile di Tornatore con Bagheria, con la Sicilia del dopoguerra nella quale il futuro regista crebbe, si formò e scoprì il cinema; alla grande ricchezza intellettuale di quel piccolo paese, la cui storia fu raccontata al giovane Tornatore anche da Renato Guttuso, originario anch’egli di Bagheria; alla vita di un’intera generazione, quella del padre Giuseppe, uscita - prima che dalla guerra - dal “lavoro pesante, la miseria, la fame”. “Il mito positivo dell’impegno civico”- per usare le parole di Tornatore - appreso dal padre, militante sindacalista e dai suoi compagni, “perché è solo con la buona politica che si può migliorare la vita degli uomini”. Ancora, la vita quotidiana della famiglia e del paese, le usanze antiche come quella di dare “i figli in affitto” nel tempo del pascolare, le regole “nella scala sociale della Bagheria di quegli anni”, i fascinosi racconti serali dei “contastorie”, i mestieri e i modi tipici, l’attività politica.
“Una vera storia siciliana, una storia antica”, come ha scritto del film Pietro Calabrese, siciliano a sua volta benché nato a Roma. Come siciliani sono Emanuele Macaluso, il quale, insieme a Girolamo Li Causi, (primo segretario del PCI siciliano), e Giuseppe Speciale (politico, giornalista e studioso di storia locale) fu amico di Tornatore padre, e Gianni Riotta, che proprio in Sicilia cominciò la sua carriera di giornalista.

“Tornatore è uno di quei siciliani schivi, chiusi, diffidenti. Teneri e dolcissimi fino alla spavalderia solo con le persone di cui si fida, e non sono molte. Anche lui aveva voglia di tirar fuori dalla bisaccia della sua vita ricordi e lontananze. E forse anche, io penso, rendere omaggio alla memoria dei suoi vecchi che, come leggerete, molto hanno contato nella sua formazione di uomo e di regista di successo mondiale”.
(Pietro Calabrese, Prefazione a Baarìa, il film della mia vita)

“Ho conosciuto bene il padre di Giuseppe Tornatore, che era segretario della Federbraccianti di Bagheria e l’attore che lo interpreta è bravissimo. La storia è quella. Il fatto che mi colpisce positivamente, è che finalmente si vede e si capisce che tanti giovani nel dopoguerra non aderirono al Partito comunista italiano, e anche al Partito socialista, perché c’era Stalin, ma perché volevano cambiare la loro condizione sociale, la società in cui erano vissuti i loro genitori e in cui vivevano anche loro”.
(Emanuele Macaluso, “Il Riformista”)

“Se ci vuole pena per distillare la saggezza, Baarìa fa piazza pulita delle polemiche da galoppini. Il boom economico distrusse l’arcaica civiltà contadina ma emancipò, con le utilitarie, il lavoro, la libertà scanzonata, milioni di italiani. Senza la riforma agraria per cui Peppino si batte sulle rocciose Madonie, i braccianti non avrebbero mai avuto la 500, ma una volta che la comprano vanno finalmente al mare e non più in corteo. Una vittoria per chi? Una sconfitta per chi?”.
(Gianni Riotta, “Il Sole 24 Ore”)

Per ulteriori informazioni si prega di contattare:
Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi
Ufficio Stampa
Serenella Di Palma
tel.  +39 02 83389.329 – 333 5914899; ufficiostampa@laverdi.org
Valentina Pasolini
Tel. +39 02 498.66.97 – 338 7099875; vpasolini@g2g.it
 

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