Shakespeare raccontato da Korngold, Šostakovič e Čajkovskij - 04/02/2010 Direttore Giuseppe Grazioli giovedì 4 febbraio 2010 ore 20.30
venerdì 5 febbraio 2010 ore 20.00 domenica 7 febbraio 2010 ore 16.00 Erich Wolfgang Korngold
Much Ado about nothing (Molto rumore per nulla), suite op. 11 William Walton
Concerto per violoncello e orchestra Dmitrij Šostakovič
Amleto, suite dalle musiche di scena op. 32a Pëtr Il’ič Čajkovskij
Romeo e Giulietta, ouverture-fantasia (1880) Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi
Violoncello Steven Isserlis
Direttore Giuseppe Grazioli
Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler tel. 02.83389.401/2/3 Orario biglietteria: dal martedì alla domenica 14.30 – 19.00 Biglietti Euro 13,00/18,00/23,50/31,00 laVerdi, orgogliosi di essere dei Milanesi
Concerto quasi interamente dedicato a Shakespeare con il Maestro Giuseppe Grazioli sul podio della Verdi.
Il concerto si apre con la suite di Molto rumore per nulla di Erich Wolfgang Korngold, compositore austriaco che dal 1943 divenne cittadino statunitense, sebbene prima di arrivare oltreoceano (dove sarebbe diventato un celebre compositore di colonne sonore) si era prodotto in diversi generi teatrali e musiche di scena. Scritte nel 1918, le musiche di scena sono state poi raccolte in una suite per piccola orchestra nel 1920. Il secondo brano vedrà protagonista il celebre violoncellista Steven Isserlis che si esibirà nel Concerto per violoncello e orchestra di William Walton, con il quale ci spostiamo verso la musica assoluta, senza programma o riferimento letterario. Il concerto ci mostra un Walton decisamente pessimista, cupo nella scrittura, per quanto estremamente raffinato e ardito nella scelta dei colori armonici. Segue la suite dalle musiche di scena di Amleto di Dmitrij Šostakovič, scritta nel 1932, che fa parte di un più vasto affiatamento col celebre soggetto shakespeariano, che verrà ripreso più volte dal compositore. Infine, l’ouverture-fantasia dall’opera Romeo e Giulietta di Pëtr Il’ič Čajkovskij messa in scena nel 1880 e rivista più volte fino al 1880. Steven Isserlis suona lo Stradivari “Feuermann” o “De Munck” del 1730, messo a disposizione dalla Nippon Music Foundation in Giappone.
Programma:
Nel 1918, il Burgtheater di Vienna invitò Korngold, considerato uno dei più sorprendenti giovani prodigi nella storia della composizione e, a soli vent’anni, un affermato compositore di musiche di scena, a scrivere l’accompagnamento per la commedia Much ado about nothing (Molto rumore per nulla) di Shakespeare. La richiesta venne formulata direttamente da Max Rehinardt, dinamico e innovativo direttore del teatro. Korngold mostrò subito una geniale predisposizione per la pronta caratterizzazione attraverso la sapiente fusione di melodie orecchiabili con visionarie coloriture e con un’esuberanza armonica che lo avrebbero più tardi reso un riferimento della composizione delle colonne sonore cinematografiche nella Hollywood degli anni ’30. Il lavoro fu da principio pensato per un piccolo organico e venne successivamente ampliato per un’orchestra da camera, fino a divenire una vera e propria Suite in cinque movimenti così frizzante e allegra che fu ben presto eseguita anche in moltissime sale da concerto. La rappresentazione in teatro vide il debutto il 6 maggio del 1920 presso il castello di Schönbrunn, a Vienna, ed ebbe un grandissimo successo. Il Concerto per violoncello e orchestra fu scritto da Walton su richiesta del violoncellista Gregor Piatigorsky nel 1955-56. Il committente e dedicatario fu anche l’interprete della prima che si tenne a il 25 Gennaio 1957 presso la Symphony Hall di Boston con la Boston Symphony Orchestra diretta da Charles Munch.
Il Concerto venne scritto durante il soggiorno a Ischia, dove Walton si trasferì insieme alla moglie, un posto ideale per dedicarsi in tutta tranquillità alla composizione. Pur non essendo stato scritto in età senile il concerto è immerso in un’atmosfera autunnale, piena di melanconia, sottolineata dalle ampie volute del violoncello solista sul delicato tappeto degli effetti orchestrali, con interventi e impasti di fiati, degli archi con i loro slanci che si smorzano prontamente, del vibrafono e della celesta. Dal 1925 al 1936, tra i venti e i trent’anni d’età, Šostakovič scrisse alcuni dei suoi lavori più audaci, che lo lanciarono come stella di prima grandezza nel firmamento della musica sovietica (e non solo). Risale a questo stesso periodo la prima composizione ispirata a Shakespeare, autore molto amato dal compositore: l’Amleto. Colui che si lanciò nell’impresa, per allora ‘impossibile’, di rappresentare l’Amleto sulle scene moscovite fu il regista d’avanguardia Nikolai Pavlovič Akmov (1901-1968), che riuscì ad ottenere un permesso ‘provvisorio’ e decise quindi di creare una versione controcorrente, trasformando la tragedia in commedia. La prima rappresentazione (19 maggio 1932) al Teatro Vachtangov di Mosca suscitò molto clamore e tante discussioni. Il lavoro ottenne anche un buon successo in Occidente, soprattutto in America, e questo finì per avere ripercussioni negative in Russia con accuse di ‘formalismo’. La partitura è ricca di toni sarcastici e umori grotteschi; si tratta d’una musica piena d’inventiva, stilisticamente composita perché attinge agli elementi più disparati, con riferimenti alla tradizione tardo romantica, al mondo operistico, a Offenbach, con spunti ‘leggeri’ propri del vaudeville. L’Amleto op. 32 è costituito da una sequenza di 15 sezioni: da questo lavoro, com’era tradizione, Šostakovič trasse la Suite per orchestra op. 32a, articolata in 13 numeri.
Čajkovskij definì Romeo e Giulietta un’Ouverture-Fantasia, ma in realtà la struttura compositiva è quella di un poema sinfonico in forma-sonata, con un’introduzione e un epilogo. Composta nel 1869 su suggerimento di Milij Balakirev, venne eseguita la prima volta il 16 marzo 1870, ma fu offuscata da un clamoroso caso giuridico che vedeva coinvolti il direttore d’orchestra Nikolaj Rubinstein e una studentessa. Il fallimento iniziale di Romeo e Giulietta indusse Čajkovskij ad accettare le critiche di Balakirev. Ciò portò a una scelta non accademica ma geniale: quella di lasciare il tema dell'amore fuori dallo sviluppo della sezione, serbando il confronto con il primo tema (quello del conflitto tra Capuleti e Montecchi) per la seconda metà della ripresa. La seconda versione fu eseguita per la prima volta a San Pietroburgo il 17 febbraio 1872 sotto la bacchetta di Eduard Napravnik. Nel 1880 Čajkovskij riscrisse il finale e definì il pezzo Ouverture-Fantasia. Fu conclusa il 10 settembre 1880, ma fu rappresentata solo il 1° maggio 1886, a Tbilisi, diretta da Mikhail Ippolitov-Ivanov.
Biografie:
Giuseppe Grazioli si é diplomato in pianoforte con Paolo Bordoni, in composizione con Niccolò Castiglioni ed ha studiato direzione d’orchestra con Gianluigi Gelmetti, Leopold Hager, Franco Ferrara, Peter Maag e Leonard Bernstein. Ha diretto le principali orchestre italiane fra le quali: Accademia di Santa Cecilia di Roma, Orchestra RAI di Roma e Napoli, Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, Orchestra Sinfonica Siciliana, Orchestra Toscanini di Parma, Orchestra del Teatro Comunale di Trieste, Orchestra dell’Ente Arena di Verona, Orchestra del Carlo Felice di Genova, Orchestra Haydn di Bolzano, Pomeriggi Musicali e Orchestra Verdi di Milano. Dal 1995, anno in cui ha debuttato a St. Etienne con Madama Butterfly, svolge una intensa attività in Francia dove ha diretto Rigoletto, Petrouchka, Uccello di fuoco, El Retablo de Maese Pedro, Le Roi d’Ys, Don Carlo, L’Italiana in Algeri, Il barbiere di Siviglia, Le Comte Ory, Jackie O, Cyrano, Bohème, Le Villi e Cavalleria rusticana a Metz, Traviata, L’heure Espagnole, Les mamelles de Tirésias, Don Giovanni, Don Pasquale, L’Etoile, La voix humaine, Un ballo in maschera, Candide, Veronique, Idomeneo a Rennes, La vedova allegra, Pelléas et Mélisande, Le nozze di Figaro, Cenerentola, Il Flauto Magico, Il Ratto del Serraglio a St.Etienne, Lucia di Lammermoor a Avignone, Don Pasquale a Lille e a Lione, Candide a Rouen, Requiem di Mozart a Marsiglia, Madama Butterfly e Cenerentola a Bordeaux, Roméo et Juliette a Tours, Le Comte Ory a Nantes e Angers. E’ stato inoltre invitato al prestigioso Festival Massenet per Le carillon e ha diretto l’Orchestra Lamoureux al Théâtre des Champs Elysées. Molto apprezzata per la particolarità delle proposte é anche la sua produzione discografica. Dopo una serie di 3 CD con il gruppo Harmonia Ensemble dedicati a rarità del ‘900 (De Falla, Auric, Martinu, Casella, Malipiero, Rieti, Lambert, Bax, Bartok) ha registrato diverse composizioni di Nino Rota: l’opera La visita meravigliosa, entusiasticamente accolta e premiata dalla critica di tutto il mondo, un CD dedicato alla musica per orchestra (Choc du Monde de la Musique) e infine alcuni lavori per il teatro (Lo scoiattolo in gamba, Cristallo di rocca) con l’Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi di Milano. E’ appena stata pubblicata per l’etichetta CPO la prima registrazione assoluta del brano “Quadri di Segantini” di Zandonai, realizzata con l’Orchestra Haydn di Bolzano. Il 31 dicembre 2001 ha diretto alla Scala il concerto sinfonico che ha chiuso le attività in Teatro prima dei lavori di restauro. Nel giugno 2002 ha diretto, al Teatro Châtelet di Parigi, il concerto finale del concorso di canto Operalia in seguito al quale Placido Domingo lo ha invitato a dirigere Lucia di Lammermoor all’Opera di Washington. Nel maggio 2003 ha diretto per il Teatro alla Scala la prima mondiale di Vita di Marco Tutino. Recentemente è stato presente nel cartellone del Teatro Regio di Torino (Orfeo agli Inferi, La Tempesta di Purcell/Galante e Le nozze di Figaro), del Carlo Felice di Genova (Candide), del Teatro Comunale di Bologna (The Beggar's Opera), dell’Opera di Roma (Il Gatto con gli Stivali), del Teatro Rendano di Cosenza (L’elisir d’amore), all’Università di Yale (Il Trittico e A Midsummer Night’s Dream di Britten) ed ha diretto numerosi concerti sinfonici con le Orchestre del Carlo Felice di Genova, del Teatro de La Maestranza di Siviglia e con l'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Fra i suoi prossimi impegni: Sì di Mascagni e Kiss me Kate di Cole Porter a Milano, Così fan tutte e Idomeneo (versione di Richard Strauss) a St.Etienne, Macbeth a Rennes, concerti con l'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi e con l'Orchestra Sinfonica di Tenerife. Nel mese di ottobre 2008 è stato nuovamente invitato da Placido Domingo all’Opera di Washington per I pescatori di perle di Bizet. Acclamato per la sua sensibilità musicale quanto per la sua strepitosa tecnica strumentale, Steven Isserlis è oggi uno dei più celebri violoncellisti. Tra i principali impegni della scorsa stagione figurano i concerti con i Berliner Philharmoniker e Alan Gilbert, con la DSO Berlin con Hannu Lintu; una tournée con l’Orchestre des Champs-Elysées e Philippe Herreweghe; recital alla Wigmore Hall con Thomas Adès e Olli Mustonen; concerti con Joshua Bell, Denes Varjon e Jörg Widmann al Festival di Salisburgo e al BBC Proms Festival 2009; la pubblicazione di un CD dedicato a Schumann, sempre con Varjon, del quale la rivista Gramophone ha scritto “(…) sebbene Isserlis abbia realizzato molte splendide registrazioni, tra le quali la fondamentale integrale delle Suites di Bach, credo che questa sia davvero la più raffinata (…)”.
Tra gli altri impegni recenti spiccano la Residenza all’Alte Oper di Francoforte, i concerti con l’Orchestre de Paris e Christoph Eschenbach, con la Philadelphia Orchestra e Charles Dutoit e tournée con la Philharmonia Orchestra e la City of Birmingham Symphony Orchestra. L’interesse dell’artista britannico per gli strumenti d’epoca lo ha portato a esibirsi insieme alle più importanti orchestre di strumenti originali. Nelle stagioni recenti Isserlis ha suonato il Concerto di Dvorak con l’Orchestra of The Age of Enlightenment diretta da Sir Simon Rattle e l’opera integrale di Beethoven con il fortepianista Robert Levin a Boston e a Londra. I concerti da camera ideati da Isserlis sono rinomati non solamente per la qualità delle esecuzioni, ma anche per la creatività e l’innovazione nella programmazione. Oltre alla lunga collaborazione con la Wigmore Hall di Londra, Isserlis ha curato varie serie di concerti a tema e nel 2009 ha ideato tre concerti dedicati a Schumann, Mendelssohn e Chopin per il 92nd St Y di New York, presentandoli insieme a Joshua Bell e Denes Varjon. Isserlis è un fiero sostenitore della musica contemporanea e ha lavorato con molto compositori, sin dal 1989 quando presentò la prima mondiale di “The Protecting Veil” di John Tavener al BBC Proms Festival. Nel 2006 ha eseguito la prima mondiale del Concerto per violoncello di Wolfgang Rihm al Festival di Salisburgo e nel 2009 la prima assoluta di Lieux retrouvés per violoncello e pianoforte di Thomas Adès, insieme al compositore, sul palcoscenico dell’Aldeburgh Festival. Attraverso una discografia pluripremiata Isserlis rivela la vastità del suo repertorio. Oltre al CD schumanniano, ha registrato l’integrale delle Suites per violoncello di Bach, sempre per Hyperion, aggiudicandosi numerosi premi, tra cui il “Gramophone magazine’s Instrumental Disc of the Year” e il premio “Critic’s Choice” 2008. Tra le registrazioni recenti le Sonate di Brahms con Stephen Hough e opere di Dvorak e Suk. Scrivere e suonare per i bambini è un’altra passione di Isserlis. Il suo primo libro sulla vita di sei grandi compositori Why Beethoven Threw the Stew è stato pubblicato da Faber & Faber nel 2001 e la continuazione Why Handel Waggled his Wig è uscita nel 2006: entrambi i testi hanno ottenuto un immenso successo e sono stai tradotti in molte lingue. La sua personalità aperta e comunicativa si è espressa anche nell’ideazione di una stagione concertistica dedicata ai bambini al 92nd St Y di New York e nella registrazione del CD Children’s Cello. Isserlis è anche impegnato nel lavoro editoriale comprendente edizioni e arrangiamenti per Faber Music. Insignito di un CBE nel 1998 in riconoscimento per il lavoro svolto al servizio della musica, Steven Isserlis ha inoltre ricevuto il Premio Schumann della Città di Zwickau. Steven Isserlis suona lo Stradivari “Feuermann” o “De Munck” del 1730, messo a disposizione dalla Nippon Music Foundation in Giappone. Per ulteriori informazioni si prega di contattare: Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi Ufficio Stampa Serenella Di Palma Tel. 02 83389.329 – 333 5914899; ufficiostampa@laverdi.org Valentina Pasolini Tel. 02 498.66.97 – 338 7099875; vpasolini@g2g.it |