Anton Bruckner
(Ansfelden, Linz, 1824 - Vienna, 1896)Sinfonia n. 4 in Mi bemolle maggiore Romantica
Tempi:
1. Bewegt, nicht zu schnell (Mosso, non troppo veloce)
2. Andante quasi Allegretto
3. Scherzo. Bewegt (Mosso)
1. Bewegt, nicht zu schnell (Mosso, non troppo veloce)
2. Andante quasi Allegretto
3. Scherzo. Bewegt (Mosso)
Trio. Nicht zu schnell. Keinesfalls schleppend (Non troppo veloce. Assolutamente non stentato)
4. Finale. Bewegt, doch nicht zu schnell (Mosso, ma non troppo veloce)
4. Finale. Bewegt, doch nicht zu schnell (Mosso, ma non troppo veloce)
Organico:
2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti; 4 corni, 3 trombe, 3 tromboni, basso tuba; timpani; archi
2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti; 4 corni, 3 trombe, 3 tromboni, basso tuba; timpani; archi
La Sinfonia Romantica di Anton Bruckner é forse la composizione più popolare dell'autore. La prima stesura risale al 1874, ma Bruckner ne fece almeno tre versioni diverse negli anni successivi. L'aggettivo Romantica è dell'autore stesso e sembrae indicare, secondo l'uso del tempo, un riferimento della composizione alla natura. Infatti, il movimento ondeggiante che pervade tutti i movimenti del lavoro sinfonico, nei passaggi da forte a piano, da veloce a lento, crea nell'ascoltatore l'associazione alla romantica e incantata concezione della natura, piena di magia.
1. Bewegt, nicht zu schnell (Mosso, non troppo veloce)
Il tremolo degli archi, e il richiamo del corno - su intervalli di quinta e di sesta - dipinge subito un'atmosfera quieta e spaziosa, ma sottilmente inquieta; il tema subisce un'elaborazione e trasformazione progressiva ed ingegnosa, per erompere in una seconda sezione, tipicamente bruckneriana nella sua solenne ampiezza conferita dagli ottoni, caratterizzata da gruppi di due o tre note. Nell'ultima parte fa il suo ingresso, come si anticipava, il motivo popolare Vogel Zizi-Be, per concludere, infine, con la possente ripresa del corale strofico derivato dal primo motivo.
Il tremolo degli archi, e il richiamo del corno - su intervalli di quinta e di sesta - dipinge subito un'atmosfera quieta e spaziosa, ma sottilmente inquieta; il tema subisce un'elaborazione e trasformazione progressiva ed ingegnosa, per erompere in una seconda sezione, tipicamente bruckneriana nella sua solenne ampiezza conferita dagli ottoni, caratterizzata da gruppi di due o tre note. Nell'ultima parte fa il suo ingresso, come si anticipava, il motivo popolare Vogel Zizi-Be, per concludere, infine, con la possente ripresa del corale strofico derivato dal primo motivo.
2. Andante quasi Allegretto
Ancora una volta la pretesa natura iconoclasta del sinfonismo bruckneriano viene decisamente attutita, come dimostra questo movimento, in cui i chiari riferimenti al lirismo di Schubert da una parte, e la salda adesione alle forme tradizionali dall'altra si sommano ad una solitudine accorata, drammatica, tipica di Bruckner. L'incipit tematico sfrutta il materiale del corale protestante “Aus tiefer Noth”, ma la sua declinazione, crepuscolare e talora funebre, tutta disposta alla segretezza interiore, conferma la presenza di un'idea di Natura che, pur prendendo le mosse dall'estetica beethoveniana, la declina in maniera assai più problematica. La stessa forma rondò, rilevabile nella scrittura, accentua questa “sintomatica alternanza di afflizione e conforto” (Martinotti).
Ancora una volta la pretesa natura iconoclasta del sinfonismo bruckneriano viene decisamente attutita, come dimostra questo movimento, in cui i chiari riferimenti al lirismo di Schubert da una parte, e la salda adesione alle forme tradizionali dall'altra si sommano ad una solitudine accorata, drammatica, tipica di Bruckner. L'incipit tematico sfrutta il materiale del corale protestante “Aus tiefer Noth”, ma la sua declinazione, crepuscolare e talora funebre, tutta disposta alla segretezza interiore, conferma la presenza di un'idea di Natura che, pur prendendo le mosse dall'estetica beethoveniana, la declina in maniera assai più problematica. La stessa forma rondò, rilevabile nella scrittura, accentua questa “sintomatica alternanza di afflizione e conforto” (Martinotti).
3. Scherzo. Bewegt (Mosso)
Trio. Nicht zu schnell. Keinesfalls schleppend (Non troppo veloce. Assolutamente non stentato)
Il movimento si apre con le fanfare dei corni, a mo' di richiami di caccia, che si sviluppa in un esuberante contrasto ritmico con gli altri strumenti: è la situazione che Bruckner descrive nella lettera a von Heyse, un mondo cavalleresco, di gesta ed avventure, incastonato e quasi cristallizzato in uno smalto nobile e, forse, un po' fané. Il Trio è invece caratterizzato da una venatura rustica, a mo' di Ländler, paragonabile più alle danze smetaniane che agli omonimi schubertiani.
Trio. Nicht zu schnell. Keinesfalls schleppend (Non troppo veloce. Assolutamente non stentato)
Il movimento si apre con le fanfare dei corni, a mo' di richiami di caccia, che si sviluppa in un esuberante contrasto ritmico con gli altri strumenti: è la situazione che Bruckner descrive nella lettera a von Heyse, un mondo cavalleresco, di gesta ed avventure, incastonato e quasi cristallizzato in uno smalto nobile e, forse, un po' fané. Il Trio è invece caratterizzato da una venatura rustica, a mo' di Ländler, paragonabile più alle danze smetaniane che agli omonimi schubertiani.
4. Finale. Bewegt, doch nicht zu schnell (Mosso, ma non troppo veloce)
L'ampio ed elaborato finale è preparato da una cupa, misteriosa introduzione, in cui le note iniziali riportano alla scrittura del finale della precedente sinfonia: ma laddove il carattere della Terza era eroico e stürmisch, l'atmosfera qui dipinta è misteriosa, nebulosa e inquieta. La successiva entrata degli ottoni, fin troppo magniloquente, configura un grandioso epos, frequentemente interrotto da un'inesausta rielaborazione - piuttosto insolita in Bruckner - delle singole cellule tematiche, che sfrutta procedimenti (moto contrario, contrasti dinamici) assai arditi, fino a giungere ad approdi atonali. Dopo la ricomparsa del tema dell'Andante, interrotto da un violento corale, e un grazioso motivo popolare di taglio schubertiano, la sinfonia si conclude, faticosamente, con la solenne riaffermazione della potenza visionaria bruckneriana. L'odissea romantica, infine, trova requie, benché forse solo apparente.
L'ampio ed elaborato finale è preparato da una cupa, misteriosa introduzione, in cui le note iniziali riportano alla scrittura del finale della precedente sinfonia: ma laddove il carattere della Terza era eroico e stürmisch, l'atmosfera qui dipinta è misteriosa, nebulosa e inquieta. La successiva entrata degli ottoni, fin troppo magniloquente, configura un grandioso epos, frequentemente interrotto da un'inesausta rielaborazione - piuttosto insolita in Bruckner - delle singole cellule tematiche, che sfrutta procedimenti (moto contrario, contrasti dinamici) assai arditi, fino a giungere ad approdi atonali. Dopo la ricomparsa del tema dell'Andante, interrotto da un violento corale, e un grazioso motivo popolare di taglio schubertiano, la sinfonia si conclude, faticosamente, con la solenne riaffermazione della potenza visionaria bruckneriana. L'odissea romantica, infine, trova requie, benché forse solo apparente.
Bibliografia
Alessandro Romanelli, Il divino Bruckner, Schena Editore, Fasano 1996
Sergio Martinotti, Bruckner, Edt, Torino 2003
Alessandro Romanelli, Il divino Bruckner, Schena Editore, Fasano 1996
Sergio Martinotti, Bruckner, Edt, Torino 2003