Antonín Dvorák
(Nelahozeves, Kralup, 1841 - Praga, 1904)
Sinfonia n. 9 in Mi minore op. 95 Dal Nuovo Mondo

Tempi:
1. Adagio - Allegro molto
2. Largo
3. Scherzo - Molto vivace
4. Allegro con fuoco
 
Organico strumentale:
ottavino, 2 flauti, 2 oboi, corno inglese, 2 clarinetti, 2 fagotti; 4 corni, 2 trombe, 2 tromboni,
trombone basso, tuba; timpani, triangolo; archi
 
Prima esecuzione:
New York, 16 dicembre 1893                                
Direttore: Anton Seidl
 
Nel settembre del 1892 Antonín Dvořák accettò la nomina di direttore e insegnante di composizione presso il National Conservatory di New York. Dvořák rimase in America sino alla primavera del 1895, svolgendo anche una notevole attività compositiva comprendente alcuni tra i suoi lavori più significativi, quali, in particolare, la Sinfonia in Mi minore op. 95.
Questa è una delle più celebri in assoluto di tutta le letteratura sinfonica.
La denominazione Dal Nuovo Mondo è all'origine di innumerevoli fraintendimenti, facilitati anche dall'interesse dimostrato da Antonín Dvořák per la musica negro americana e per il folklore locale. La stampa d'oltreoceano esaltò la composizione come un tipico prodotto dello spirito americano; in particolare, alcuni sostenevano che in essa erano stati rielaborati spirituals negri e melodie della musica dei pellirosse. Queste affermazioni sono state smentite energicamente dallo stesso Dvořák, che rivendicò sempre l'originalità del materiale musicale impiegato.
Il titolo Dal Nuovo Mondo, quindi, non vuole indicare l'origine etnomusicale di ritmi e melodie, ma semplicemente il luogo della composizione e un generico richiamo all' America.
 
Allegro molto
Una calda e tranquilla melodia dal sapore vagamente nostalgico viene introdotta dai violoncelli e subito ripresa dai flauti, dopo un rapido intervento dei corni. L'atmosfera si fa repentinamente agitata, nel crescendo di archi, corni e timpani. Attraverso fugaci anticipazioni del tema principale si giunge all'Allegro vero e proprio, con un passaggio dal 4/8 al 2/4.
Si tratta di un movimento con i tratti tipici della forma sonata. L'andamento è incalzante e tumultuoso, praticamente senza pause, e vi partecipano con pari intensità tutti gli strumenti.
 
Largo
Il Largo, intitolato Leggenda nei primi abbozzi del compositore, sarebbe stato ispirato dal Canto di Hiawatha, poema in versi scritto nel 1855 da Longfellow.
L'inizio è segnato da quella che a ragione può ritenersi la melodia più celebre dell'intera composizione, largamente sfruttata anche dai compositori di musica leggera. Preceduto da una breve serie di accordi di maestosa coralità di ottoni, fagotti e clarinetti, il corno inglese si distende in un tema dolce e nostalgico, quasi una preghiera, su un periodo di tre frasi (la seconda accompagnata dal clarinetto, la terza - ma solo in parte- dal fagotto). Il ritmo puntato e l'andamento modale potrebbero suggerire un legame con il blues.
 
Scherzo molto vivace
Lo Scherzo molto vivace è nella classica suddivisione tripartita (Scherzo - Trio   Scherzo), sebbene non vi siano indicazione sulla partitura e le tonalità non seguano l'ordine canonico. Le tre sezioni sono a loro volta internamente suddivise, cosa che di fatto rende il movimento simile a un Rondò.
 
Allegro con fuoco
Con una sostanziale semplicità armonica e strutturale (si tratta di una evidente forma sonata), l'ultimo movimento si manifesta in tutta la sua potenza espressiva come la naturale conclusione dell'intero brano. La sua funzione riepilogativa è dimostrata anche dal ritorno di motivi già impiegati negli altri tempi.    
                                                  
Bibliografia
In: Renato Di Benedetto, L'Ottocento I, EdT, Torino 1982